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Arriva la beta di Open Office 3.0

Pubblicato su Tecnologia by pe86 su Maggio 11th, 2008

ROMA
Dopo l’anteprima per sviluppatori dello scorso marzo, OpenOffice 3.0 è ora disponibile nella sua prima versione beta. Sebbene si tratti ancora di una release preliminare, e dunque non adatta all’uso in ambiti produttivi, questa beta di OpenOffice 3.0 è considerata dai suoi sviluppatori sufficientemente matura e completa per essere provata da un ampio numero di utenti.

“Se sei un abituale utente di OpenOffice, questa è un’ottima occasione per aiutarci a rendere la prossima versione la migliore di sempre”, si legge in questo comunicato ufficiale. Gli sviluppatori del celebre software open source invitano gli utenti a segnalare eventuali bug e difetti servendosi di questa pagina.

Negli ultimi anni OpenOffice è divenuto un pilastro portante per le piattaforme desktop basate su Linux, guadagnando sempre più consensi anche in ambito Windows, dove fornisce - ad un prezzo imbattibile - buona parte delle funzionalità offerte da MS Office e altre suite commerciali per l’ufficio. Con la nuova major release 3, il cui rilascio è previsto per settembre, OpenOffice tenta di colmare buona parte delle lacune che ancora lo rendono, agli occhi dei più esigenti, un prodotto incompleto. Lo fa introducendo un numero davvero imponente di novità, le più importanti delle quali sono descritte in questa pagina del sito OpenOffice.org e corredate da screenshot.

Delle nuove caratteristiche di OpenOffice 3 vale la pena menzionare i filtri d’importazione per i formati di Office 2007 e Office 2008 per Mac OS X (.docx,.xlsx,.pptx ecc.), l’implementazione dell’imminente specifica OpenDocument Format (ODF) 1.2, il supporto alle macro VBA (ancora parziale) e allo standard per l’archiviazione documentale PDF/A, il supporto nativo all’interfaccia Aqua di Mac OS X, un più avanzato tool di esportazione dei documenti PDF, la piena integrazione con Windows Vista, e i nuovi componenti di calcolo e creazione di grafici inclusi in OpenOffice Calc.

Gli utenti del foglio di calcolo Calc beneficiano di un incremento del numero di colonne per singolo foglio, ora pari a 1024, mentre quelli del word processor Write possono utilizzare le nuove funzionalità dedicate alla gestione di note e appunti e la possibilità di visualizzare, in fase di modifica, più pagine per singola schermata.

Tutto nuovo anche lo Start Center, la schermata di benvenuto da cui è possibile aprire un documento preesistente, selezionare l’applicazione da lanciare in base al tipo di documento che si vuole creare (testo, presentazione, database, foglio di calcolo, disegno e template), e visitare il repository di estensioni per OpenOffice.

Rispetto a quanto annunciato lo scorso settembre, quando Louis Suárez-Potts, community manager di Sun per OpenOffice.org, anticipò a grandi linee le caratteristiche di OpenOffice 3, si notano due assenze: un componente integrato per il personal information management (PIM) e un filtro nativo per l’importazione dei file PDF.

Nel primo caso il team di OpenOffice.org aveva inizialmente promesso un’estensione per Thunderbird basato sull’add-on Lightning che avrebbe dovuto integrare le funzionalità di questi due programmi in OpenOffice: di questa estensione si sono però perse le tracce, ed ora sul sito di OpenOffice.org viene semplicemente suggerito agli utenti di scaricare i due software di Mozilla a parte. Per quanto riguarda invece l’importazione e la modifica dei PDF, questa funzionalità viene attualmente fornita solo come add-in opzionale: è probabile che, almeno nel prossimo futuro, questo componente non farà parte delle caratteristiche native di OpenOffice.

OpenOffice 3.0 Beta 1 può essere scaricato da qui nella versione inglese per le piattaforma Windows, Linux, Mac OS X e Solaris. Il language pack italiano, che consente di convertire la versione inglese nella nostra lingua, è disponibile qui (link diretto alla versione Windows).

via PuntoInformatico

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Il Flash di Adobe su tutti i device

Pubblicato su Tecnologia, adobe by pe86 su Maggio 5th, 2008

SAN JOSE
Adobe tenterà di portare la sua tecnologia Flash su televisioni, personal computer, dispositivi mobile, allargando il numero di dispositivi supportati e rendendo Air uno standard per la creazione e distribuzione di contenuti multimediali per l’intrattenimento (set-top box), computing (pc) e communications devices (telefonia mobile).

Grazie all’ Open Screen Project, supportato dai grandissimi dell’Ict (per citare solo alcuni nomi: Cisco, Intel, Lg, Motorola, Nokia, Samsung, Sony Ericsson, Verizon) e da fornitori di contenuti come Bbc, MTv Networks e Nbc Universal, verranno introdotte significative novità, tra cui la rimozione delle restrizioni d’uso e dei costi delle licenze sui formati Swf Flv/F4v, che consentiranno agli sviluppatori indipendenti di implementare le loro versioni del Flash player per i desktop e per i vari apparecchi mobili.

La strategia di Adobe, studiata per contrastare Microsoft, che ha già conquistato una sua fetta di mercato con Silverlight, ricorda l’esperienza di Sun Microsystems per far diventare popolare Java, recentemente reso completamente open source: il Flash Player diverrà grauito per ogni genere di dispositivo e presto le specifiche complete dell’implementazione saranno rilasciate senza alcuna restrizione.

via La Stampa.it

Microsoft-Yahoo, la fine

Pubblicato su Tecnologia, microsoft, yahoo by pe86 su Maggio 4th, 2008

MILANO
Microsoft ha ritirato l’offerta di acquisto per il portale internet Yahoo, presentata in febbraio. Il passo indietro del colosso del software è dovuto alla mancanza di un accordo sul costo dell’operazione: troppi, a parere della compagnia di Bill Gates, 53 miliardi di dollari per sfidare Google sulla pubblicità online.

Ad annunciare la decisione è stato un portavoce della società di Redmond, che ha presentato i contenuti di una lettera inviata sabato dall’amministratore delegato Steve Ballmer ai vertici di Yahoo. Microsoft - ha scritto l’ad - non è disposta a pagare 47,5 miliardi di dollari, vale a dire 33 dollari per azione. Secondo Ballmer i vertici del portale internet sono disposti a dare il via libera solo a un’operazione da 53 miliardi, 37 dollari per titolo. Per rilevare Yahoo in febbraio Microsoft aveva offerto 31 dollari per azione, per un totale di 44,6 miliardi.

Nei giorni scorsi, il New York Times aveva scritto che i vertici di Microsoft erano pronti ad aumentare l’offerta «di molti dollari per azione». A causa delle difficoltà di un’intesa, in settimana si erano diffusi rumors su una possibile opa ostile da parte di Microsoft. Secondo alcuni analisti, tuttavia, una soluzione negoziata resta nell’interesse del colosso del software: una battaglia per il controllo di Yahoo potrebbe trascinarsi a lungo e causare la perdita di dipendenti chiave.

L’offerta per il portale internet avrebbe dovuto consentire a Microsoft di competere con Google, leader della pubblicità online. Un settore, questo, ricco e in forte espansione: il giro d’affari - 40 miliardi di dollari lo scorso anno - dovrebbe raddoppiare entro il 2010. «Insieme - avevano sostenuto annunciando l’offerta i vertici della società di Redmond - Microsoft e Yahoo possono offrire una scelta competitiva e allo stesso tempo soddisfare meglio le esigenze di consumatori e partner».

via corriere.it

Firefox cresce in Europa ma la sfida sarà sul mobile

Pubblicato su Tecnologia by pe86 su Maggio 3rd, 2008

ROMA
Quasi un terzo dei navigatori europei batte bandiera Firefox. Un’abitudine diffusa soprattutto nell’Europa centro-orientale, che cresce nei weekend e che contribuisce a rosicchiare qualche altro punto percentuale al successo di Internet Explorer, calato del 2,5 per cento negli ultimi sei mesi. In crescita ci sono poi anche Safari e Opera, mentre il panda rosso perde terreno negli USA e non cresce come potrebbe in Asia. Lo dice una ricerca dell’istituto transalpino Xiti Monitor, che mensilmente misura la febbre del mercato dei browser.

Un dato, quello dei weekend, che racconta molto delle abitudini dei netizen europei: negli uffici e sui computer di lavoro è più diffuso Internet Explorer, forse anche per questioni di policy aziendale. Sui PC casalinghi invece Firefox si prende la sua rivincita: succede dunque che durante i giorni della settimana la quota di mercato del browser arancione sia del 28,3 per cento, in calo rispetto a sabato e domenica quando supera di slancio il 30 per cento. Un dato che, secondo gli analisti, potrebbe tuttavia presto mostrare una decisa inversione di tendenza.

Il paese europeo più affezionato a Firefox è la Finlandia, dove quasi un navigatore su due (45,9 per cento) utilizza il browser open source. Seguono Polonia, Slovenia, Ungheria e Slovacchia, tutte con valori superiori al 40 per cento, mentre il paese che presenta la maggiore crescita è al momento Andorra, che si deve comunque accontentare di un più modesto 24,8 per cento. L’Italia naviga nella parte bassa della classifica europea, preceduta dal Portogallo e seguita dalla Bulgaria, e con un 22,1 per cento fa segnare una diminuzione di circa mezzo punto nella diffusione del browser di Mozilla.

Il continente dove Firefox registra il massimo gradimento resta comunque l’Oceania: più del 31 per cento di australiani e neozelandesi utilizza stabilmente il browser basato sul motore Gecko. Segue proprio l’Europa, ferma al 28,8 per cento: ma si tratta di un valore in crescita rispetto all’ultima rilevazione dell’istituto francese. Seguono poi Nordamerica, con il 21,7 per cento, il Sudamerica, 21,3 per cento, e infine Africa e Asia, entrambe assestate su valori attorno al 17 per cento.

Se il dato africano risulta in decisa crescita, facendo segnare un più tre per cento rispetto al precedente, non si può dire lo stesso del valore sul mercato asiatico: a condizionare le performance di Firefox è la diffusione di un browser pensato esclusivamente per quell’utenza, il cinese Maxthon, che si basa sul motore di Internet Explorer.

L’unico dato negativo resta quello nordamericano. In calo dell’uno per cento rispetto a febbraio, il successo di Firefox potrebbe essere stato insidiato dal crescente clamore suscitato dal rilascio di Safari 3.1 per Windows. Il browser di Cupertino ha goduto di una notevole eco mediatica, soprattutto grazie al superamento del test Acid3 e alla discussa campagna di somministrazione via update per Quicktime del suo file di installazione. La quota di mercato di WebKit (l’engine di Safari) resta tuttavia ancora di un ordine di grandezza inferiore a quella di Gecko, e per il momento Mozilla dovrebbe poter dormire sonni abbastanza tranquilli.

Proprio quello di Safari, comunque, resta uno dei dati più interessanti della rilevazione: sebbene il 2,3 per cento dei navigatori europei sia una cifra tutto sommato modesta, il peso del browser di Cupertino è in costante crescita negli ultimi sei mesi. La ricerca Xiti non evidenzia l’eventuale contributo fornito dagli iPhone a questo exploit, ma è chiaro che un aumento nell’utilizzo dei browser presenti sui dispositivi mobili potrebbe stravolgere la classifica entro pochi mesi.

Ed è proprio la navigazione in mobilità il più probabile campo di battaglia dove si misureranno davvero le forze in campo. Sono passati sei mesi da quando Mozilla lanciava il guanto di sfida a tutti i concorrenti nel settore, ma nel frattempo di una versione mobile di Firefox per le masse si sono perse le tracce. Safari, dal canto suo, grazie al successo di iPhone ha conquistato la fiducia dei suoi utilizzatori, mentre Opera sforna novità con cadenza regolare e Microsoft ha annunciato un nuovo Explorer Mobile che integri Flash, Silverlight e H.264 entro la seconda parte del 2008.

Per ora non c’è che da accontentarsi di Fennec, una pre-alpha per il Nokia N810, che comunque promette bene e che dovrebbe vedere nascere la sua prima alpha ad agosto. Le intenzioni del managment sono quelle di riuscire a portare sugli schermi dei cellulari un prodotto utilizzabile (seppure in beta) entro la fine dell’anno. Lo ha confermato la stessa Mitchell Baker, presidente di Mozilla Foundation, che si spinge anche oltre: “Quello che farà Firefox sarà portare più opportunità di scelta per i consumatori, innovazione per gli sviluppatori e occasioni di fare affari per tutti”.

via Punto Informatico articolo di Luca Annunziata

Germania, Wikipedia dal web alla carta

Pubblicato su Tecnologia, wikipedia by pe86 su Maggio 2nd, 2008

BERLINO
Esce a settembre, edito da Bertelsmann, un libro che raccoglierà il meglio di Wikipedia tedesca. Costerà 20 euro e 1 euro a copia sarà destinato a Wikimedia, la fondazione senza fini di lucro che gestisce l’enciclopedia online. Arne Klempert, portavoce di Wikipedia in Germania, specifica che le definizioni saranno sintesi molto brevi delle voci originali e non vi è alcun rischio di violazione dei diritti dei contribuenti di Wikipedia. Dunque pare che non vi sia alcun ostacolo al progetto tedesco di trasferire l’enciclopedia online più famosa del mondo sulla carta e l’idea, che ormai aleggia nell’aria da tempo, dovrebbe essere operativa tra pochi mesi.

Wikipedia è sempre stata vista come nemica della vecchia carta stampata e in effetti il progetto suona strano. Ma in tutti i casi, come ha specificato Beate Varnhorn, presidente del Bertelsmann Lexicography Institute, il fatto che un’idea così inedita e suggestiva della conoscenza possa finalmente entrare in tutte le case, anche quelle senza connessione, è un grande successo.

Il volume conterrà le 50 mila voci più popolari della versione tedesca e avrà mille pagine. Il criterio con cui verranno selezionati gli argomenti non seguirà però una logica tradizionale: saranno i 15 milioni di utenti tedeschi a decidere le voci da inserire, con un’attenzione particolare alle stranezze e allo stile, tutto particolare, dell’enciclopedia open-source. Un esempio? Ci saranno le voci Carla Bruni, Playstation 3 e Donald Duck.

via Corriere.it articolo di Emanuela Di Pasqua

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Microsoft-Yahoo, la storia infinita

Pubblicato su Tecnologia, microsoft, yahoo by pe86 su Maggio 2nd, 2008

NEW YORK
L’ultimatum lanciato da Steve Ballmer tre settimane addietro è scaduto sabato scorso ma dal board di Yahoo non è arrivata (ed era immaginabile) la sospirata fumata bianca. Per il momento, quindi, niente accordo hi-tech del secolo. Il Chief financial officer di Microsoft, Chris Liddell, ha del resto accolto il terzo rifiuto opposto dalla società californiana all’offerta da 44 miliardi di dollari con parole che spiegano bene l‘impasse attuale: “la rapidità è tutto nel completare un accordo, ma questo processo di fusione è tutto tranne che veloce e siamo molto dispiaciuti di questo“. Il cassiere di Redmond si è anche spinto oltre, prefigurando i possibili scenari che da settimane riempiono le discussioni degli addetti ai lavori. “Le nostra alternative – ha detto infatti Liddel rimangono quelle di facilitare una transizione, di rivolgersi direttamente agli azionisti di Yahoo o di cambiare strada e tornare alle originarie strategie di crescita organica“. Il tentativo di scalata che cambierebbe la geografia dell’universo Web è quindi tuttora in corso ma da Microsoft inizia a filtrare un’evidente insofferenza per il prolungarsi dei tempi. E il terzo no (dopo quelli dell’11 febbraio e del 7 aprile) arriva nelle stesse ore in cui Oracle annuncia di aver completato l’acquisizione (da 6,7 miliardi di dollari) di Bea Systems, chiudendo un contenzioso durato oltre sei mesi. Come dire: se Microsoft vuole Yahoo se la deve sudare e non può pensare di mangiarsela in un sol boccone.

L’eventualità di una azione ostile da parte dei vertici di Redmond, per altro ventilata a più riprese da Ballmer in persona, prende a questo punto molto credito. E la conferma arriva dal cuore della comunità finanziaria. Una buona parte degli analisti di Wall Street è sicura infatti che Microsoft lancerà a breve un’offerta ostile rimanendo ferma al prezzo di 31 dollari per azione a suo tempo propositi. Scaduto l’ultimatum senza che si siano sviluppate le condizioni per una transazione amichevole, sarebbe quindi solo una questione di tempo (giorni ma anche ore) per assistere all’inizio dell’attacco. A meno che, e lo pensano alcune società di broker della Grande Mela, al quartier generale di Redmond decidano per una (clamorosa ancorché ingloriosa ma forse razionale) ritirata. In attesa di registrare le mosse ufficiali delle due parti, l’attenzione degli operatori di Borsa è tutta rivolta al monitoraggio dei titoli delle due compagnie: all’apertura dei listini, lunedì, il valore delle azioni di entrambe era leggermente sceso ma con una sostanziale differenza. Il titolo Yahoo ha sì perso qualche percentuale ma dopo l’impennata a 30 dollari viaggia oggi stabilmente intorno ai 26 dollari, rispetto ai 19.18 consolidati il giorno antecedente l’Opa, il 31 gennaio; per Microsoft, ancorata ai 31 dollari per azione offerti a inizio febbraio (che in quel momento significavano un premium price per Yahoo del 62%) l’apprendere che il proprio titolo subiva il contraccolpo del nulla di fatto non deve essere stata certo una bellissima notizia.

L’ultima indiscrezione arrivata dagli Usa sulle colonne del Wall Street Journal on line, dice che Microsoft avrebbe già accantonato 1,5 miliardi di dollari per il mantenimento dell’attuale forza lavoro di Yahoo, scesa dopo il taglio di 1.000 unità a 13.200 addetti. Ora si attende la risposta di Ballmer.

via ilSole240re.it articolo di Gianni Rusconi

Tra iPhone e iPod spunta il vecchio Mac

Pubblicato su Tecnologia, apple by pe86 su Maggio 1st, 2008

ROMA
I conti della Apple sono tinti di rosa. Le vendite sono salite del 43%, i ricavi sono saliti del 36%, superando anche le previsioni degli analisti per questi primi tre mesi del 2008, il miglior “quarter” dell’intera storia della Apple. Steve Jobs può essere contento, insomma. Ma la notizia più curiosa è che a portare in alto i conti dell’azienda di Cupertino non sono stati gli iPod o i più recenti iPhone: la crescita degli iPod è stata solo dell’1% rispetto allo scorso anno (anche se per merito degli iPod Touch i ricavi del comparto sono saliti dell’8%), e il buon successo degli iPhone, 1 milione e settecentomila venduti nel 2008, non ha portato cifre clamorose nelle casse dell’azienda californiana.

A portare in alto la Apple, sorprendentemente, sono stati i computer, iMac, che con un balzo nelle vendite hanno segnato una clamorosa inversione di tendenza in un mercato, quello dei computer, che ultimamente non ha brillato. La Apple ha venduto 2,3 milioni di Mac in questi primi mesi del 2008, con una crescita del 51% in termini di unità e del 54% in valore. Le vendite dei Mac sono cresciute percentualmente tre volte e mezzo di più di quelle dei pc Ibm-compatibili.

I motivi di questo straordinario successo sono molti, ma il primo, e forse più importante, è quello della contemporanea crisi di Windows. Vista non è stato accolto bene dagli utenti, che continuano a preferire il vecchio XP, mettendo in crisi le prospettive di Microsoft. Leopard, il nuovo sistema operativo del Mac, ha invece raccolto molti consensi tra gli utenti, perché, con la sua compatibilità con Windows, ha aperto il Mac all’intero mondo dei personal computer.

Molti nuovi utenti sono arrivati proprio dall’universo dell’iPod, porta d’ingresso all’ecosistema Apple, integrando i propri lettori e telefoni con un computer che è pensato per funzionare al meglio con queste macchine. “Io penso che la gente stia veramente notando la differenza tra il nostro sistema operativo e Windows, molto di più di quanto non abbia fatto in precedenza”, ha detto Steve Jobs, “Più gente capisce che c’è un’alternativa, più gente sceglie un Mac”.

I numeri sono ancora del tutto a favore del sistema operativo Microsoft, anche se le prospettive di crescita della Apple sono notevoli: nel mercato dei pc la Apple ha un market share del 6%, contro il 4,9 dello scorso anno. Jobs attribuisce parte del successo anche alla crescita dei negozi della Apple, che hanno avuto 33,7 milioni di visitatori, il 57% in più dello scorso anno, numeri straordinari in un momento di forti difficoltà economiche internazionali.

Al centro dell’universo Apple restano comunque i lettori mp3: Apple ha venduto 10,6 milioni di iPod nei primi tre mesi del 2008, ed ha una solida percentuale, il 73% del mercato dei lettori mp3 negli Usa e quasi l’80 nel mondo, un dominio che nessuno, per ora, sembra poter intaccare, se non il mercato stesso, giunto ad un livello di “maturità”, di saturazione, che fa prevedere che i grandi numeri raggiunti in questi sei anni siano difficilmente ripetibili. Ma Apple attorno all’iPod ha costruito un ecosistema perfettamente funzionante, che porta all’azienda un “revenue stream” continuo dovuto alla vendita di accessori e, soprattutto, di musica, settore che ha visto una crescita del 35 per cento rispetto allo scorso anno e che ha portato iTunes ad essere il primo negozio di musica in America, più importante anche delle catene di negozi che vendono cd, come . Addirittura gli utili della Apple nel campo musicale potrebbero superare quest’anno quelli del Warner Music Group. E potrebbero crescere ancora se l’arrivo in Europa dell’iPhone Umts, che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi (molti dicono che Jobs farà l’annuncio il 9 giugno, alla “Delevoper Conference” che si svolgerà negli Usa), spingerà ancora in alto le vendite del nuovo oggetto, portando molti possessori di iPod a fare l’upgrade e cambiare macchina.

via Repubblica.it articolo di Ernesto Assante

VisualRank: Google inventa il ranking delle immagini

Pubblicato su Tecnologia, google by pe86 su Maggio 1st, 2008

PECHINO
Eravamo certi che prima o poi Google ci sarebbe arrivata. Alla Conferenza Internazionale del Word Wide Web a Pechino due cervelloni dell’azienda hanno presentato il VisualRank, un algoritmo che permetterebbe di classificare in modo simile al PageRank le immagini presenti nei siti. Una notizia ancora passata un po’ in secondo piano, ma riportata dal New York Times negli Usa e da VisionPost in Italia, sarebbe una grande novità che determinerebbe una rivoluzione nel sistema di indicizzazione e ricerca delle risorse su Internet.

Per comprenderne la potenza pensiamo all’enorme differenza tra una pagina web e un’immagine. La prima contiene parole e link, che non sono altro che “frasi” particolari, e la sua indicizzazione è, relativamente, semplice: basta avere le risorse, computer collegati tra loro con una sufficiente potenza di calcolo, ma l’algoritmo in sé è qualcosa che si avvicina molto a quello di un “search” in un editor di testo qualsiasi.

Per le immagini questo tipo di algoritmo non può valere. Scartato a priori il metodo di ricerca di pixel di colore uguale in posizioni simili, in verità ancora considerato da molti servizi (per esempio Riya con Like.com per lo shopping), ma che comporta un esborso notevole in termini di calcolo e di risorse, Google utilizza lo stesso metodo del confronto ma in modalità macro, ovvero confrontando le immagini nella loro completezza contenute in un certo database.

Con l’ausilio di un software di visualizzazione, le immagini vengono confrontate e gli viene assegnato un valore a seconda della loro frequenza sul web. L’anima marketing dell’azienda ha già urlato ai quattro venti che il database di Google è il più completo del web, probabilmente perché non ne esiste uno simile. O, almeno, non esiste concorrente che possa mettere in campo la stessa batteria di risorse. La sperimentazione, secondo i tecnici di Google, si è focalizzata nelle 2mila ricerche più frequenti considerando parole come iPod, Xbox e Zune (il lettore Mp3 di Microsoft). Per le personalissime ricerche iconografiche finora ci si doveva affidare al pur ottimo Google Images. Ma questo tipo di ricerca, in verità, continuava a essere fatta sulle parole inserite nella pagina web che conteneva una certa immagine.

Così, paradossalmente, poteva succedere che una pagina con un rank molto alto che contenesse la parola Google ripetuta all’infinito ma con un’immagine di Steve Ballmer, riportasse come primo risultato in una ricerca su Google Images la faccia del capo di Microsoft associata alla parola chiave Google. Errore. Con il nuovo VisualRank questo non dovrebbe succedere. È evidente che questo è solo il primo passo. Se il sistema sarà affidabile potrà essere utilizzato per ogni tipo di contenuto non testuale: musica e video per esempio.

via La Stampa.it articolo di Valerio Mariani

Apple, l’impresa più innovativa del 2008

Pubblicato su Tecnologia, apple by pe86 su Maggio 1st, 2008

ROMA
E’ Apple la società più innovativa al mondo nel 2008. Il dato emerge dalla speciale classifica elaborata dal settimanale Business Week e da Boston Consulting Group sulla base di oltre tremila interviste e delle performance finanziarie e borsistiche. La società di Cupertino ha messo in fila il motore di ricerca Google e i motori ibridi della Toyota. Bene l’indiana Tata, sesta. Fra i primi cinquanta nomi c’è spazio anche per il sito Facebook (25esimo) e le caffetterie di Starbucks (32esimo).

La ricerca sulle imprese innovative arriva in un momento delicato per l’economia che sta portando molte aziende a rivedere i budget per la ricerca e lo sviluppo a causa della crisi, sottolinea il settimanale Business Week. L’innovazione comunque rimane centrale per Apple che ancora una volta si conferma l’impresa più innovativa al mondo. Nella top ten si sono affacciate per la prima volta il colosso indiano Tata e la giapponese Nintendo, rispettivamente sesto e settima in classifica dopo General Electric e Microsoft.

L’icona dell’innovazione 3m scivola invece dalla settima alla ventiduesima posizione. Per trovare in classifica una società europea bisogna scendere al decimo posto con Nokia o al quattordicesimo con Bmw mentre non figurano gruppi italiani nelle prime cinquanta posizioni. Quanto ai settori, i colossi dell’informatica scivolano nelle retrovie: si salva Ibm, undicesima, mentre Intel (numero 48 in classifica) è superata anche da Walt Disney e Mcdonald’s. Fra i siti internet, il negozio on line amazon è undicesimo mentre il portale di social network Facebook è venticinquesimo.

via La Stampa.it

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Hello world!

Pubblicato su Uncategorized by pe86 su Maggio 1st, 2008

La voglia di aggregare notizie ed informare le persone. Vediamo come va.