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Microsoft-Yahoo, la storia infinita

Pubblicato su Tecnologia, microsoft, yahoo by pe86 su Maggio 2nd, 2008

NEW YORK
L’ultimatum lanciato da Steve Ballmer tre settimane addietro è scaduto sabato scorso ma dal board di Yahoo non è arrivata (ed era immaginabile) la sospirata fumata bianca. Per il momento, quindi, niente accordo hi-tech del secolo. Il Chief financial officer di Microsoft, Chris Liddell, ha del resto accolto il terzo rifiuto opposto dalla società californiana all’offerta da 44 miliardi di dollari con parole che spiegano bene l‘impasse attuale: “la rapidità è tutto nel completare un accordo, ma questo processo di fusione è tutto tranne che veloce e siamo molto dispiaciuti di questo“. Il cassiere di Redmond si è anche spinto oltre, prefigurando i possibili scenari che da settimane riempiono le discussioni degli addetti ai lavori. “Le nostra alternative – ha detto infatti Liddel rimangono quelle di facilitare una transizione, di rivolgersi direttamente agli azionisti di Yahoo o di cambiare strada e tornare alle originarie strategie di crescita organica“. Il tentativo di scalata che cambierebbe la geografia dell’universo Web è quindi tuttora in corso ma da Microsoft inizia a filtrare un’evidente insofferenza per il prolungarsi dei tempi. E il terzo no (dopo quelli dell’11 febbraio e del 7 aprile) arriva nelle stesse ore in cui Oracle annuncia di aver completato l’acquisizione (da 6,7 miliardi di dollari) di Bea Systems, chiudendo un contenzioso durato oltre sei mesi. Come dire: se Microsoft vuole Yahoo se la deve sudare e non può pensare di mangiarsela in un sol boccone.

L’eventualità di una azione ostile da parte dei vertici di Redmond, per altro ventilata a più riprese da Ballmer in persona, prende a questo punto molto credito. E la conferma arriva dal cuore della comunità finanziaria. Una buona parte degli analisti di Wall Street è sicura infatti che Microsoft lancerà a breve un’offerta ostile rimanendo ferma al prezzo di 31 dollari per azione a suo tempo propositi. Scaduto l’ultimatum senza che si siano sviluppate le condizioni per una transazione amichevole, sarebbe quindi solo una questione di tempo (giorni ma anche ore) per assistere all’inizio dell’attacco. A meno che, e lo pensano alcune società di broker della Grande Mela, al quartier generale di Redmond decidano per una (clamorosa ancorché ingloriosa ma forse razionale) ritirata. In attesa di registrare le mosse ufficiali delle due parti, l’attenzione degli operatori di Borsa è tutta rivolta al monitoraggio dei titoli delle due compagnie: all’apertura dei listini, lunedì, il valore delle azioni di entrambe era leggermente sceso ma con una sostanziale differenza. Il titolo Yahoo ha sì perso qualche percentuale ma dopo l’impennata a 30 dollari viaggia oggi stabilmente intorno ai 26 dollari, rispetto ai 19.18 consolidati il giorno antecedente l’Opa, il 31 gennaio; per Microsoft, ancorata ai 31 dollari per azione offerti a inizio febbraio (che in quel momento significavano un premium price per Yahoo del 62%) l’apprendere che il proprio titolo subiva il contraccolpo del nulla di fatto non deve essere stata certo una bellissima notizia.

L’ultima indiscrezione arrivata dagli Usa sulle colonne del Wall Street Journal on line, dice che Microsoft avrebbe già accantonato 1,5 miliardi di dollari per il mantenimento dell’attuale forza lavoro di Yahoo, scesa dopo il taglio di 1.000 unità a 13.200 addetti. Ora si attende la risposta di Ballmer.

via ilSole240re.it articolo di Gianni Rusconi

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